• 08/03/2019 - Il ritorno di Dante (e non solo!) con Devil May Cry 5

    devil may cry 5 Cover

    Da pochi giorni è arrivato il quinto capitolo di una saga action amata fin dal suo lancio nel lontano 2001 su Playstation 2: Devil May Cry!

    Per accogliere Devil May Cry 5 come si deve (sembra star riuscendo già a dimostrare di avere le carte in regola per far tornare la saga ai fasti passati) abbiamo deciso di condividere tutti i dettagli ufficiali presenti nel Comunicato Stampa Ufficiale firmato Capcom:

    È giunto il momento di premere il grilletto! Devil May Cry 5è disponibile in tutto il mondo per Xbox One, incluso Xbox One X, PlayStation 4 e PC.

    L’ultimo super capitolo della serie action ti catapulta nel campo di battaglia di una nuova invasione demoniaca in cui l’ultima speranza dell’umanità è riposta nelle mani di tre cacciatori di demoni: Nero, Dante e il nuovo arrivato V. Ognuno con un proprio stile di combattimento radicalmente diverso dagli altri e un esclusivo arsenale da cui attingere. Vivi il momento culminante della saga dei Figli di Sparda e metti fine una volta per tutte all’eterna battaglia del bene contro il male.

    Oltre alla versione standard di Devil May Cry 5, è disponibile anche una Deluxe Editionche in aggiunta al gioco include: 4 devil breaker alternativi per Nero, uno schema di colori alternativo per la moto di Dante, voci alternative per gli annunciatori degli Style Rank, 12 temi musicali da battaglia e i video “Dietro le Quinte” della realizzazione delle sequenze in live action.

    Per quanto riguarda il post-lancio, ad aprile ci sarà un aggiornamento gratuito che riporterà la tanto amata modalità “Palazzo di Sangue”. Quest’ addizionale modalità adrenalinica mette il giocatore contro orde di nemici e boss, che diventeranno progressivamente più forti e letali, fino al raggiungimento della fine del Palazzo.

     

    Insomma ragazzi pronti a dimostrare ancora una volta che anche i demoni possono piangere?

  • 08/09/2017 - Pronti a questo nuovo approccio ai Mostri? Eccovi: Monster Hunter Stories

    MonsterHunterStories

    Ad una prima, rapida, occhiata tra la saga di Monster Huntered il suo recente spin-off Monster Hunter Storiesi punti in comune risulterebbero davvero pochi. E dopo averci passato ore la sensazione non sarà comunque scomparsa, certo i rimandi, la scelta di alcune soluzioni e le ambientazioni ci sono tutte ma il resto si presenta nei negozi completamente rimodellato.

    Questo perché, salvo alcuni elementi sopracitati, ciò che Capcom ha voluto offrire con questo Monster Hunter Stories è un’esperienza completamente differente(non solo in termini della, così evidente,  nuova direzione artistica intrapresa).

    Dimenticate quindi i cacciatori i cui panni siete abituati a vestire da anni perché, questo nuovo Monster Hunteresclusivo per Nintendo 3DS vuole narrare qualcosa di totalmente diverso. Questo gioco vuole raccontare le storie del villaggio di Hakum. Vuole farci vivere le leggendarie storie dei Rider: dei forti combattenti in grado di lottare affiancati da quelle creature che, in passato, abbiamo più volte “skalkato” in cerca di materiali rari (e, personalmente, finendo per ottenere nel novanta percento dei casi solo materiali comuni, sigh!). Ad Hakum, infatti, le fiere bestie crescono come parte della comunità stessa; allevate e sapientemente addestrate fin dalla prima schiusa dello spesso guscio dell’uovo da cui sono nate! Tutto questo è possibile solo grazie ad un minerale quasi sacro: la Pietra del Legame. Grazie ad essa gli abitanti del villaggio sono in grado di stabilire un legame quasi simbiotico tra la bestia ed il Rider di turno. E sia ben chiaro che questo legame non è un elemento di sudditanza della bestia nei confronti del proprio padrone ma è qualcosa di più profondo, reciproco addirittura! Non stiamo parlando dello sfruttamento di un animale per il proprio tornaconto ma di una vera e propria simbiosi in grado di unire i cuori della bestia del guerriero!. Essere un Rider è quindi un ruolo quasi mistico, infuso da responsabilità nei confronti della creatura e nei confronti dell’intero villaggio.

    monster hunter stories v1 522654

    All’interno delle vicende che si dipaneranno lungo la narrazione degli eventi noi non saremo un Rider qualsiasi ma saremo chiamati ad impersonare Lute (il nostro alter ego digitale), un membro molto giovane del suddetto gruppo di guerrieri. Mentre la storia di questo RPG in salsa Monster Hunter si svolgerà dovremo quindi cercare di risolvere il mistero dell’indecifrabile Flagello Nero (una malattia che si sta diffondendo tra i mostri rendendoli violenti e pericolosi oltre ogni normale pattern comportamentale), nel farlo avremo modo di barcamenarci tra varie quest principali e sub-quest, tra vari personaggi intenti a muoversi all’interno di una trama dettagliata il giusto ed infarcita di varie scenette divertenti.

    Le atmosfere del titolo sembrano avere un taglio totalmente diverso dal solito MH avvicinandosi maggiormente ad una buona fetta di GDR giapponesi ed agli stilemi classici del genere (come anche di parte della tradizione anime e manga, a tal proposito verranno scomodate anche alcune tematiche mature ed attuali come, ad esempio, il rispetto per ogni creatura e le difficoltà originate dal dover interagire necessariamente con queste bestie così forti e selvagge).

    Ovviamente il mondo di gioco risulterà essere comunque familiare a chi, da anni, non aspetta altro che una nuova versione del suo gioco di caccia preferito ed, a tal proposito, con questo Stories avremo anche modo di apprendere qualche dettaglio in più su questo giurassico ed amato mondo di gioco.

    Oltre questo però il cacciatore che c’è in voi troverà pochi altri punti in comune con il resto dei titoli sfornati dal fruttuoso brand (escluse forse le fasi esplorative che si manterranno in parte similari), ecco quindi che il solito approccio maniacale e punitivo in fase di ricerca dei materiali utili al craftink sembra presentarsi qui in una sua forma più benevola, concedendosi in modo più bonario anche ai giocatori meno esperti.

    Ma è parlando degli scontri che ci si trova davanti ad un gioco completamente differente, abbandonate le estenuanti caccie da quasi un’ora a favore di scontri a turni molto più vicini al mondo dei giochi sui Pokemon (anche se in termini di lunghezza alcuni potranno essere decisamente impegnativi e lunghi) che a quello di Monster Hunter.

    Durante i combattimenti potrete quindi dare ordini di attacchi speciali alle creature del vostro party (che altrimenti si limiteranno a semplici attacchi automatici) e controllare direttamente il nostro eroe (con attacchi che si organizzano in tre categorie: Potenza, Tecnica e Velocità). Il tutto poggia su un sistema di gioco tipicamente nipponico che si ispira sul solito concetto perpetuato da “Carta, Forbice e Sasso” (Potenza batte Tecnica che batte Velocità che batte Potenza), a questo si affianca l’uso di molti consumabili, l’attivazione di situazioni particolari (come una sorta di testa a testa in cui premere come forsennati vari tasti) ed una variabilità di situazioni in grado di assicurare un divertimento di fondo ed una profondità di gioco interessante.

    mhstories

     

    Come già accennato in testa di articolo le differenze di questo spin-off sono evidenti anche solo osservando un video o uno screen di gioco. in termini estetico/visivi questo gioco continua a mostrare in modo smargiasso la sua indipendenza. Il tutto appare coloratissimo, stilizzato, “cartoonoso” e, seppur la cosa possa far storcere il naso ai fan storici della saga, per quanto mi riguarda trovo l’adattamento congruo con il differente obbiettivo (e con le molteplici differenze in termini ludici) di Stories rispetto ai MH più classici.

    Va però segnalato che malgrado lo stile risulti visivamente molto piacevole non si può dire lo stesso in merito alla realizzazione tecnica pura. Essa infatti sembra mostrare spesso il fianco a fastidiosi abbassamenti nel frame rate ed ad un effetto pop-up troppo presente e perfettamente in grado di disturbare l’esperienza generale.

    Cercando di fare il punto sembra proprio che questo Monster Hunter Stories abbia scelto di essere uno spin-off in grado di staccarsi nettamente dal passato di MH.Nel farlo cerca di orientarsi verso un’offerta ludica differente sotto molti punti di vista, un’esperienza che condivide con il decennale titolo Capcom solo un’ambientazione di base ed alcune dinamiche generali. Appare però ugualmente chiaro che, malgrado le molte differenze, Stories riesca ad avere comunque molte frecce al proprio arco.

    Non mi stupirei affatto se, a seguito di un buon successo di vendite,  la casa madre non decida di puntare sulla serialità di questo spin-off(comportamento non nuovo in casa Capcom), trasformando questo esperimento nel capostipite di una nuova vita videoludica da affiancare alle agguerrite sessioni di caccia classica tra amici.

    Un titolo insomma che ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti delle avventure dei mostriciattoli di casa Nintendo, agli amanti dei GDR giapponesi e dello stile asiatico in genere; certo, se siete quei giocatori che non accettano derive di sorta per i proprio giochi più amati questo Stories  potrà farvi inorridire per le marcatissime differenze, ma se saprete concedere al titolo l’indipendenza che così apertamente sembra voler portare avanti allora potreste ritrovarvi ad avere tra le mani un picco, squisito, gioiellino.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 13/03/2018 - Un gradito ritorno: Devil May Cry HD Collection

    Devil May Cry HD Collection 2017

    Tra qualche giorno potremo mettere le mani su una nuova collection HD della serie Devil May Cry per PC, Xbox One e Playstation 4.

    Mentre i videogiocatori continuano a sperare di poter vedere un quinto capitolo di questa famosa saga, ecco che Capcom si appresta a pubblicare una nuova versione della raccoltà che arrivò in epoca Playstation 3 ed Xbox 360. Questa Collection conterrà ancora una volta: Devil May Cry, Devil May Cry 2, e Devil May Cry 3 Special Edition.

    Devil May Cry è una delle serie videoludiche più conosciute, una saga che è riuscita negli anni a vendere più di 10 milioni di copie in tutto il mondo. Questa HD Collection riuscirà quindi a riproporvi tutta l'azione e l'adrenalina che contraddistingue il brand fin dai suoi albori ma con il miglioramento della grafica in HD.

    Tutto cominciò nel lontano 2001 con l’arrivo di Dante e di quel primo Devil May Cry. Un gioco che riuscì a rivoluzionare il genere degli Action Game. Dante, nato dall'unione di un’umana con il demone Sparda, sarà chiamato ad affrontare orde di nemici per riuscire a salvare l'umanità intera dalla dannazione. All'interno di Devil May Cry 2 (2003) egli tornerà a menare le mani (affiancato da Lucia) per sgominare una folta schiera di demoni guidati da un uomo intenzionato a raggiungere il potere supremo. L'ultimo capitolo incluso nella raccolta arriva dal 2006, stiamo parlando di Devil May Cry 3: Dante’s Awakening Special Edition. Questa volta avremo modo di approfondire il passato di Dante, in un viaggio in grado di farci comprendere al 100% le motivazioni che lo spingono a lottare così aspramente i demoni ed, al contempo, approfondire il rapporto tra Dante ed il fratello gemello Vergil.

    A conclusione di questo piccolo articolo vogliamo condividere con voi le parole di Yuri Araujo di Capcom direttamente dal blog ufficiale:

    "Fin dal suo debutto nel 2001, Dante è diventato rapidamente un’icona dei videogiochi rappresentando divertimento e combattimenti impegnativi, ricchi di mosse eleganti ed acrobazie folli in grado di renderlo (e rendervi) molto cool. Devil May Cry HD Collection è la raccolta perfetta per chi desidera uno stile di combattimento particolare e ci propone tre giochi, un gameplay fluido a 60 fotogrammi al secondo ed un’ampia varietà di nemici, armi e stili di combattimento da sperimentare"

    Devil May Cry HD Collection arriverà sugli scaffali il 13 marzo 2018.

     

  • 15/01/2019 - Il ritorno di Onimusha con Onimusha: Warlords HD Remaster

    onimusha

    A breve gli amanti del grande, primo capitolo della saga, Onimusha: Warlords potranno nuovamente metterci le mani sopra, grazie alla nuove versione rimasterizzata Onimusha: Warlords HD Remaster(disponibile tristemente soltanto in formato digitale per PC, Xbox One, Playstation 4 e Nintendo Switch).

    Questa remastered ci darà modo di vestire ancora una volta i panni del samurai Samanosuke Akechi e della ninja Kaede per sterminare, grazie al potere degli Oni, ondate di Genma! Avrete modo di rivivere quindi alcuni momenti della storia giapponese arricchita però da elementi presi di peso dalla mitologia del sol levante! 

    Eccovi di seguito l'eleco delle modifche che trovere in questo nuova edizione:

    - Grafica in HD e supporto ai 16:9 – Tutto il mondo di gioco, i modelli dei personaggi ed anche le cinematiche di intermezzo sono state migliorate graficamente così da rendere al meglio sui moderni monitor incluso il supporto per gli schermi in 16:9 (è stato comunque mantenuto anche il formato in 4:3)

    - Colonna sonora rivisitata - La vecchia colonna sonora torna ora in una veste rinnovata dotata anche di nuovi brani musicali

    - Utilizzo degli stick analogici – Avete letto bene, può semprare una banalità ma essendo un gioco originario del 2001 non è detto che lo fosse, in questa nuova edizione, oltre ai comandi di gioco originali, sarà possibile utilizzare anche gli analoggici

    - Easy mode disponibile dal primo avvio – Altra novità rispetto all'originale è proprio la presenza fin sa subito della modalità facile, che i giocatori moderni si siano impigriti?

     

  • 25/01/2019 - Si torna a Raccoon City con Resident Evil 2

    Resident

    Era il 1998, da amante dell’horror decidevo di approcciarmi al mio primo Resident Evilpartendo proprio con il secondo capitolo della saga (avrei comunque recuperato il primo gioco poco più avanti). Nei panni del neo poliziotto Leon mi recavo per il primo giorno di lavoro nella ridente cittadina che mi era stata assegnata: Raccoon City; poche ore di gioco dopo ero già innamorato della saga.

    Capite bene che quando venne annunciato questo nuovo “vecchio” amore feci i salti di gioia, certo qualche timore era ovviamente presente ma ero così convinto della bontà del titolo da scegliere di ignorare la demo per poi dedicarmi al gioco completo come un novello giocatore.

    Ed è arrivato, ed è nuovo, ed è “vecchio” ed è, ancora una volta, amore (il gioco è disponibile da giorno 25/01 per Pc, Xbox One e Playstation 4).

    resident 1998

    Ciò che vi troverete davanti è quindi, in tutto e per tutto, lo spirito di quel secondo capitolo ammodernato però grazie a mille espedienti differenti. Abbiamo un nuovo motore grafico in grado di dare una nuova cosmesi al tutto, la telecamera ora libera da posizioni fisse ma sapientemente piazzata dietro le spalle del videogiocatore ed mille accorgimenti atti a rendere questo gioco perfettamente a suo agio con i titoli recenti. Insomma, Capcom ha dimostrato che un remake in grado di infondere nuova linfa vitale ad un titolo senza snaturarne l’essenza è possibile!

    Questo articolo non vuole però essere una recensione ma più una rassicurazione per tutti quei videogiocatori che hanno paura di trovarsi davanti uno dei due estremi negativi (un videogioco moderno che in nulla pare essere quel Resident Evil 2 che in molti hanno amato o un videogioco vecchio che oggi non avrebbe senso di esistere). Tornano quindi quegli elementi che danno il sapore giusto al gioco, torna la penuria di colpi, le erbe mediche, i personaggi e le vicende principali (seppur con qualche modifica funzionale al canovaccio narrativo), torna un gameplay che seppur moderno ricorda quei ritmi e quelle sensazioni ti un tempo ma tutto è perfezionato, fresco, pur mantenendo quel fascino così caratteristico dei survival horror degli anni ’90.

    Questo remake dimostra come debba essere svolta un’operazione del genere e Capcom riesce a consegnare ai videogiocatori (vecchi e nuovi) un gioco in grado di spolverare quando di buono in quegli anni era stato fatto, infondendo anche un sapore fresco e piacevole per chi non sappia proprio cosa voglia dire un primo giorno di lavoro a Raccoon City.

    Detto questo ci tengo a lasciare poco più in basso alcuni piccoli consigli per tutti quei nuovi videogiocatori che forse potranno trovarli utili per riuscire a gustarsi al meglio un gioco comunque dissimile da molti horror moderni.

    Resident zombie

    Partiamo quindi dalle basi: Scelta del personaggio e della difficoltà di gioco.

    Leon o Claire? Così come accadeva nel 1998 anche nel nuovo 2019 avrete modo di vivere due storie parallele che si sfioreranno ed intrecceranno a più riprese (vanno comunque giocate entrambe per gustarsi nella sua interezza tutti gli eventi di questo RE2) per cui, da chi cominciare?

    Le differenze tra i due sono realmente irrisorie, sappiate solo che avrete: modo di usare armi differenti, di conoscere differenti personaggi secondari ed assistere a momenti unici. Per cui il solo consiglio possibile è: partite da chi vi ispira di più ma ricordatevi che la seconda run con l’altro personaggio va fatta.

    Per quanto riguarda la difficoltà il gioco si presenta con tre livelli di difficoltà:

    La prima è la difficoltà Assistita (facile), il livello più semplice che mi sento di consigliare solo a chi proprio non vuole avere troppa ansia. Qui la vostra salute si rigenererà parzialmente, i mostri non saranno così resistenti e sarà presente sia la mira assistita che il salvataggio automatico.

    La difficoltà Standard (normale) è poi la scelta che mi sento di consigliare per chiunque. Potrete curarvi solo in modo classico (erbe ed oggetti curativi insomma), i nemici saranno più coriacei ma avrete accesso al salvataggio manuale libero (niente nastri d’inchiostro per cui il consiglio è salvate spesso, soprattutto dopo momenti ostici o dopo aver recuperato molte munizioni/oggetti utili).

    E poi arriva la difficoltà Hardcore (difficile) per gli amanti della vera sfida. Niente mira assistita, nemici che definire resistenti è un eufemismo ed il ritorno del classico salvataggio solo attraverso i preziosi nastri per la macchina da scrivere (insomma si torna davvero nel 1998!).

    Ed ora ecco in chiusura una dose di consigli generici per chi non vuole brutte sorprese:

    1. Orientarsi vuol dire sopravvivere: l’esplorazione è fondamentale per cui abusate della mappa di gioco (trovarsi nel posto sbagliato, magari circondato dagli zombi, può voler dire morire o sprecare importanti risorse). La mappa di gioco è parte integrante dell’esperienza e vi segnalerà anche le chiavi necessarie per aprire determinate porte (così da evitarvi rischiosi giri a vuoto) ma, a farla da padrone, sono i colori: se l’area è segnalata in rosso vuol dire che lì c’è ancora qualcosa da raccogliere o da fare per cui; cosa aspettate?
    2. Un buon sopravvissuto gestisce al meglio il suo inventario e rovista in ogni angolo alla ricerca di risorse: altro elemento fondamentale di questo genere è proprio la gestione dei (pochi) spazi nel proprio inventario. Imparate a gestirlo al meglio: ricaricate sempre le armi, unite in un solo slot munizioni, miscelate le vostre erbe mediche (verde = salute, blu = antidoto contro il veleno, rossa =combinazione con le precedenti; esistono varie combinazioni che danno effetti solitamente incrementali, al momento vi segnalo solo che combinare un’erba per tipo vi curerà dall’avvelenamento, rigenererà interamente la vostra salute e ridurrà i danni che subirete per un breve periodo) e posate ciò che non ha più utilità (in questo remake se un oggetto non sarà più necessario verrà segnalato con una X).
    3. Le munizioni sono sacre: Il piombo va trattato con rispetto e non sprecato su ogni cosa si muova. Se posso evitare uno zombie lo evito, se devo sparare deve essere assolutamente necessario se ci sono troppi zombi valuto la situazione (devo necessariamente affrontarli o posso entrare in modalità “fuga tattica”). Quasi dimenticavo, ad un certo punto incontrerete un fustacchione, un armadio di muscoli ben vestito che risponde al nome di Tyrant, correte, correte, correte, non potete affrontarlo e sprecherete solo munizioni a sparargli contro).
    4. Conosci il tuo nemico: Il comparto audio di questo gioco è ottimo ed i suoi suoni sono funzionali, oltre che all’immersività, anche al gameplay. Imparate a riconoscere i versi dei vari infetti ed a gestirli di conseguenza. Prevedere la presenza di un nemico dal suono vuol dire capire come affrontare la prossima minaccia; tenete a mente che se proprio devo sparare ad uno zombi sarebbe meglio usare la pistola semplice (il fucile a pompa o il lancia granate lasciamoli per i gruppi numerosi ed i nemici davvero pericolosi) e, se finisce a terra, (o se è a terra e non capisco se sia una minaccia o meno) ricordatevi del coltello: affettateli come se non ci fosse un domani (anche i coltelli alla lunga si rompono, ma sono comunque risorse reperibili e ben più “sprecabili” delle munizioni).

    Detto questo ci tengo solo a dirvi un’ultima cosa: che siate nuovi visitatori o vecchie conoscenze di Raccoon City vi invitiamo a gustarvi le bellezze di questa cittadina e non dimenticate di visitare la nostra, splendida, stazione di polizia, vero fiore all’occhiello di civiltà!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 26/01/2018 - Nuovamente tempo di caccia con Monster Hunter World

    MHWorld

    Quella di Monster Hunter è una saga fortunata e longeva, essere un cacciatore in quei mondi e quasi un piacevole mestiere per chi, anno dopo anno, attende ogni nuova edizione (o spesso semplicemente la ri-edizione di turno) con il fremente desiderio dell’attento predatore.

    Non so quante ore mi sono trovato ad investire, insieme ad altri tre amici, nella caccia ai vari Mostri che popolano le sue selvagge e brutali terre. Questo perché perdersi all’interno di questa saga e facilissimo. Solitamente si si avvicina spinti da un amico che conosce la saga da prima di noi, la si prova anche solo per far tacere le sue assillanti e pressanti richieste per poi finire invischiati in una ruota senza fine di preparazione, recupero di materie prime, uccisione dei primi mostri (da solo o in gruppo) così da recuperare materie prime rare con cui costruire le nuove armature o aggiornare la propria arma per poi puntare ad una preda più grande.

    In men che non si dica si finisce risucchiati in quello che, a conti fatti, è praticamente un gioco di caccia a primordiali creature epiche, un po’ dinosauri, un po’ draghi, un po’ frutto di un’attenta (anche se non darwiniana) evoluzione. Avere la meglio su colossi di questa portata non è certamente un gioco da ragazzi ed ecco quindi che una battuta di caccia si trasforma in quasi un’ora di impegno tra preparazione, pianificazione e messa in atto della propria, letale, strategia. Tutto passa ovviamente attraverso l’attenta conoscenza del proprio “nemico”, delle sue abitudini, del suo comportamento, dei suoi elementi di forza, dei suoi punti deboli, in una parola della sua ecologia. Insomma ogni occasione di caccia in Monster Hunter è qualcosa in grado non solo di metterci alla prova ma, soprattutto di darci enormi soddisfazioni una volta uccisa (o catturata) la preda di turno. Se ancora non fosse chiaro questa saga è quindi qualcosa che richiede impegno e dedizione, una perla che per essere apprezzata appieno richiede di essere compresa, metabolizzata e conquistata, insomma fatta propria. Dietro un gameplay potenzialmente intuitivo si nasconde un mondo di profondità e stratificazionein cui primeggiare vuol dire semplicemente aver imparato a padroneggiare i molti aspetti dell’intero prodotto. Questa mole di “impegno richiesto” potrebbe forse spaventare i non conoscitori ma ci tengo a precisare che questo capitolo più di altri vi introdurrà a se stesso in modo ponderato e graduale, prendendovi quasi per mano all’interno delle varie missioni iniziali, spiegandovi cosa fare e come farlo per poi lasciarvi il tempo per tarare il tutto, un tentativo alla volta. Certo l’impegno per essere dei buoni cacciatori sarà ovviamente richiesto, così come anche l’attenzione a ciò che vi viene spiegato, ma nulla di tutto ciò che potrete vivere è costruito per rendere quest’impresa impossibile ed anzi questo Monster Hunter World cerca in ogni modo di ridurre le potenziali frustrazioni a cui la saga rischia di mostrare il fianco.

    E forse questa fu una delle paure che alla presentazione di Monster Hunter World per Playstation 4 e Xbox One allo scorso E3 mi baleno in mente: il timore che il lavoro fatto per avvicinare il gioco al grande pubblico potesse portare ad uno stravolgimento del brand che, per il sottoscritto sarebbe significato solo la morte del Brand.

    MonsterHunterWorld

    Ma basterà posare le mani sul pad per essere accolti da un gioco nuovo che appare però perfettamente in linea con ciò che Monster Hunter è sempre stato, un nuovo inizio che sembra essere perfettamente in grado di sintetizzare le tradizioni del brand con le nuove direzioni intraprese da Capcom per espandere gli orizzonti del gioco.

    Per cui parliamo di alcune delle innovazioni organicamente inserite nel bilancio ludico del titolo. Lo faremo partendo proprio dalla decisione di includere nel gioco una vera e proprio storia principale che funga, non solo da pretesto alla caccia, ma anche da perfetta introduzione per i neofiti e da stuzzicante novità per i fan di lunga data. Ad essere precisi un abbozzo di storia è sempre stato presente nei Monster hunter ma spesso tutto ruotava semplicemente attorno all’arrivo di un nuovo cacciatore (il giocatore) al villaggio di turno e ad alcuni inspiegabili eventi, forse da imputare alle attività di un mostro particolarmente pericoloso che necessitavano di essere verificati.

    Questa volta il lavoro svolto da Capcom ha il compito di fungere da impalcatura per delle vicende ludiche, di dare dei pretesti più preponderanti alle nostre gesta, darci un quadro generale che dia un senso alle nostre missioni ed, al contempo, che renda le nostre gesta non solo una serie di semplici caccie ma qualcosa di più importante: una ricerca di risposte a quesiti più “alti” che, ancora una volta, meritano la nostra attenzione. Nel farlo Capcom costituisce un racconto funzionale ma ben delineato, coinvolgente ed intrigante in cui le nostre avventure ed esplorazioni si inseriranno con disinvoltura e naturalezza.

    Insomma possiamo parlare di un vero e proprio ampliamento di ciò che erano le abitudini della serie, qualcosa che sembra piegarsi maggiormente ai gusti di un pubblico vasto, sempre più attento ad una narrazione che assorga, quantomeno, al ruolo di piacevole cornice al gameplay ma che, genericamente, ci consegna un prodotto arricchito da alcuni elementi a cui non eravamo fino ad ora abituati a trovarci davanti. A rafforzare il tutto ci penserà, da una parte, la sempre apprezzata ragnatela di relazioni ecologiche che permeano il mondo e, dall’altra, una lore generale arricchita da tanti, piccoli, dettagli in grado di espandere la narrazione principale.

    Come sempre saranno questi ultimi elementi ad irretirci con il loro fascino ed a costringerci ad impegnarci in continue caccie, a spingerci al farming compulsivo, alla sudata ricerca al materiale utile alla nuova armatura o al potenziamento delle nostre armi; a farci, in poche parole, tuffare in quelle tonnellate di materiale da gioco che Capcom ha, ancora una volta, allestito per noi.

    Partendo quindi dalla cittadina di Astera (in pratica l’hub di gioco) avrete modo di accettare i classici incarichi legati all’avanzamento della trama principale o dedicarvi a lavori secondari assegnati dagli NPC in giro per il mondo, se da una parte saranno presenti anche varie missioni “riempitive”, alle volte anche un pelo noiose (personalmente non ho mai apprezzato questa categoria di missioni) , torneranno anche le amate taglie sui mostri (missioni di caccia classiche) e la temuta Arena (in cui fingersi gladiatori attenti a soggiogare una bestia in un ambiente più ristretto e quindi caratterizzato da scontri incessanti). A questo si aggiungeranno poi delle missioni particolari in grado di sbloccare alcuni elementi ludici in modo definitivo (tra cui gli utilissimi accampamenti in giro per le terre selvagge delle zone di caccia) come anche delle missioni settimanali che, una volta completate, ci consegneranno degli utili (e rari) oggetti di gioco o, ancora, varie missioni che Capcom intende continuare a rilasciare nel tempo per supportare (com’è giusto fare) il nuovo arrivato in famiglia. Ed, a tal proposito, quest’ultimo capitolo riesce a centrar perfettamente l’obiettivo non solo di soddisfare i fan ma di aprirsi ad un pubblico più vasto.Per farlo sono state semplificate alcune dinamiche interne (soprattutto legate all’utilizzo di alcuni oggetti assolutamente necessari come, ad esempio, le cote atte ad affilare le armi rovinate durante gli scontri; la scelta di Capcom è stata quella di rendere praticamente sempre disponibili alcuni di essi così da eliminare il farming più “inutile”) riuscendo a non togliere nulla di importante all’esperienza generale ma, anzi, rendendola più snella e funzionale. Un lavoro di sgrassamento, quello messo in moto da Capcom, atto ad operare un miglioramento virtuoso delle dinamiche interne mediante un’opera di sottrazione. Eliminati gli elementi potenzialmente più tediosi ciò che resta è quindi un bilanciamento generale complessivamente migliore, ancora una volta, una naturale evoluzione di un brand che ora appare più avvicinabile ma che non sembra aver perso nulla del fascino originale.

    monster hunter world reveal screen 1

    Se da una parte i piccoli accorgimenti sono interessanti ma restato, appunto, “piccoli” a farla da padrone è il lavoro di modifica del mondo di gioco. Con questo Monster Hunter Worldè proprio il mondo di gioco ad essere stato stravolto con una, forse ovvia, modifica necessaria da tempo ma, non per questo, non temuta dai fan. Monster Hunter ha infatti sempre approcciato al mondo di gioco con una frammentazione interna delle aree della mappa che, pur rappresentando una continuazione naturale di ambienti (un passaggio, ad esempio, tra uno spiazzo aperto ad una grotta), erano in realtà strutturate in tutto e per tutto come delle stanze isolate (con tanto di fuga tattica nell’area vicina per avere un istante di respiro nei momenti più pericolosi). Questo World decide di osare proponendoci quindi un mondo per la prima volta unico ed organico che ben si sposa con l’approccio generale tipico degli open-world. Un “piccolo” accorgimento che è in grado, da solo, di modificare nel midollo le regole della saga stessa, andando praticamente anche a stravolgere notevolmente alcune strategie di caccia che, fino ad oggi, abbiamo utilizzato. A questo si aggiunge poi la maggior potenza a disposizione da parte degli sviluppatori utile a consegnarci una cosmesi che ha dell’incredibile (malgrado si senta forse un po’ la mancanza delle colorazioni più accese ed acide tipiche del motore grafico dell’era passata sui vari modelli di Nintendo DS e su Wii/WiiU) oltre ad una, ben più importante, concretezza comportamentale/ecologica delle bestie la cui IA appare rinvigorita e più naturale che mai.

    Grazie quindi alla fusione di questi elementi ci troviamo davanti ad un gioco che riesce a mostrare al meglio l’animo di Monster Hunter: la caccia signori e signore, sempre lei.

    monster hunter world

    Immaginate di imbracciare una mastodontica arma (qualsiasi sia la vostra preferita tra le quattordici categorie presenti), di vestirvi con la vostra armatura faticosamente ottenuta e di immergervi in un mondo di gioco vasto e popolato da mastodontiche, e pericolosissime, bestie.

    E, signori miei, quello che vi troverete tra le mani sarà questo Monster Hunter World. Un nuovo inizio in grado in pochi istanti di spazzare via ogni possibile dubbio sulla sua non genuinità, con un mondo che appare al meglio delle possibilità, dei mostri che non sono mai stati così belli (e terrorizzanti) ed un sistema di combattimento stupendo e magnificamente calibrato.

    Monster Hunter World è, ancora una volta, IL gioco che in molti amiamo e che qui si mostra pronto a tuffarsi nel futuro, una naturale evoluzione in grado di aprirsi al pubblico senza perdersi, in grado di andare avanti con fermezza, così da lasciare dietro di se le impronte di un altro, gigantesco, colosso del gioco.

    Fabrizio Fortuna - JeruS